NEL FUTURO DELL’INTERIOR DESIGN VEDO SPAZI PICCOLI PROGETTATI TALMENTE BENE DA SEMBRARE MOLTO PIÙ GRANDI

Parola dell’architetto californiano Barbara Bestor, che da quasi un quarto di secolo lavora a progetti in tutto il mondo dalla sua città del cuore: Los Angeles

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Barbara Bestor, californiana doc, ha fondato a Los Angeles lo studio che porta il suo nome nel 1995, e in questi (quasi) 25 anni ha ridefinito attivamente l’architettura della città attraverso un approccio che integra design, arte e urbanistica. Il suo passatempo preferito? Esplorare le forme architettoniche di L.A. attraverso esperimenti sullo spazio, la grafica e il colore, che poi mette in pratica nei suoi progetti che vanno dalle residenze private alle sedi di società internazionali passando per negozi e ristoranti.

La sua carriera l’ha portata ad insegnare nelle scuole di design più importanti della California del Sud, dalla SCI-Arc alla Woodbury University, dove è attualmente direttore esecutivo del Julius Shulman Institute, e a pubblicare, nel 2006 , un libro: Bohemian Modern, Living in Silver Lake.

Per diventare un architetto, ha conseguito la laurea alla Harvard University di Cambridge nel Massachusetts e ha studiato presso l’Architecture Association di Londra. Nel 2015, ha vinto il prestigioso Honor Award per l’architettura d’interni dell’American Institute of Architects (AIA). Il premio le è stato conferito per aver progettato il quartier generale dell’azienda Beats by Dre a Los Angeles nell’area di Culver City, un complesso in cui che protagonisti sono una serie di cortili luminosi e moderne aree di lavoro concepite per generare un ambiente sereno e pacifico.

I progetti più recenti di cui Barbara si è occupata sono il Silverlake Conservatory of Music, un vivace paradiso musicale all’interno di un tipico magazzino di Hollywood, e Ashes & Diamonds, una nuova cantina e centro eventi a Napa, di cui Barbara è particolarmente orgogliosa.

La sua missione, parlando di spazi di lavoro, è quella di eliminare il concetto di cubicoli grigi tipici degli uffici degli anni ’90 e creare luoghi di collaborazione e di co-working che facilitino l’interazione tra persone. Ha iniziato proprio dagli uffici del suo immaginando tanti posti a sedere, in aree comuni, e una grande cucina aperta per favorire il dialogo tra colleghi di team differenti.

L’abbiamo intervistata, per fare il punto su questi quasi 25 anni di lavoro e per chiederle cosa vede nel futuro dell’interior design.

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ono quasi 25 anni che lavori a progetti che ti hanno resa conosciuta nel settore. Qual è il tuo segreto? 
Cerco di combinare elementi naturali con un design capace di generare un effetto sorpresa. Ti faccio un esempio. Di recente con il mio team abbiamo progettato una casa a Venezia, il Floating Bungalow. Quando abbiamo iniziato, c’era la tendenza a demolire le case per costruire grandi “scatole” su piccoli lotti di terreno. Noi, diversamente, volevamo creare un bungalow che desse l’impressione di essere sospeso nell’aria. Così, abbiamo disegnato il secondo piano perché sembrasse come un bungalow, sottolineandolo con un colore diverso, mentre abbiamo realizzato il piano inferiore in vetro e nicchie. Al pian terreno della casa c’è un open space che comprende un soggiorno, una cucina, altri spazi comuni e un bagno; al primo piano ci sono le camere da letto. Gli interni plasmano in tutti i sensi lo spazio che, dall’esterno, risulta come diviso in due blocchi (nero e bianco) che ne definiscono contorno, colore e forma. Vista sia da dentro che da fuori, la costruzione lascia davvero a bocca aperta.

Hai un mantra che reciti ogni mattina appena sveglia? 
Sì. “Oggi farò il possibile per cercare, e trovare, la bellezza in ciò che faccio”.

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E la bellezza, come si raggiunge senza dimenticare la funzionalità? 
Capendo prima di tutto che l’architettura non è una macchina autonoma e non va da sola, bisogna continuamente guidarla. Per esempio: non basta che un oggetto o una casa di design siano solo belle o solo funzionali. Sia l’architettura che il design sono narrazioni, un insieme di storie che ispirano e attraggono, e gli architetti hanno il ruolo fondamentale farle funzionare unendo praticità e bellezza.

Cosa ti ispira nel lavoro di tutti i giorni? 
L’arte e l’artigianato. Ma soprattutto, adoro osservare l’architettura e i cambiamenti che hanno subito gli ambienti negli ultimi 1000 anni. Ho un amore antropologico per gli edifici, che proviene dalla mia infanzia.

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A cosa lavorerai una volta terminata la nostra intervista? 
In questo momento io e il mi team siamo più impegnati che mai. Ci sono diversi ristoranti e spazi commerciali che stiamo progettando, insieme a varie case sulla costa occidentale degli States.

La California, e specialmente Los Angeles, sono parecchio cambiate negli ultimi 25 anni dal punto di vista dell’approccio all’architettura. Quale tipo di evoluzione hai visto tu in questi anni? 
In California ci sono sempre più opportunità di fare architettura, sia per le nuove aziende tech che spostano le loro sedi, o che semplicemente vogliono rinnovare i propri uffici, sia per le nuove residenze private che continuano a sorgere. Un altro grande cambiamento che ho notato è di natura urbanistica, ed è relativo al trasporto pubblico: oggi c’è sempre di più la tendenza a pedalare e prendere i mezzi di trasporto collettivi anziché guidare le automobili. Questo coinvolge anche il design: è possibile creare biciclette, pullman, treni con forme alternative, differenti, e caratteristiche ibride.

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Pochi mesi fa sei stata inserita nel prestigioso elenco AD100. Qual è la cosa di cui sei più orgogliosa?
Aver creato uno studio di architettura con un’etica solidale e femminista, e con un bel clima. Tutti i miei collaboratori concorderanno se dico che è davvero divertente lavorare con e per me!

Hai progettato parecchie residenze private anche grazie al tuo talento nel creare soluzioni uniche e su misura. C’è una richiesta particolarmente insolita che hai ricevuto da parte di un cliente? 
Più di una.. ma tra tutte non dimenticherò mai quando mi è stato chiesto di realizzare un “bastone da pipistrello”: lo stesso tipo di palo che i pompieri usano per scivolare dentro una caserma, che avrebbe ospitato e divertito il coinquilino alato del proprietario di casa.

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Tra tutti i lavori di cui ti sei occupata in quasi un quarto di secolo, ce n’è uno che preferisci? 
Devo dire di sì… è uno dei nostri progetti più recenti: la cantina Ashes & Diamonds di Napa. Prima di tutto perché è il primo progetto su larga scala nel quale abbiamo avuto modo di progettare tutto, dall’architettura al paesaggio, compresi gli interni. Abbiamo dato vita a un lunghissimo lavoro di brainstorming, e centinaia di idee hanno “galleggiato” per mesi nel nostro ufficio. Ci siamo domandati come avremmo dovuto integrare il paesaggio con l’architettura, se fosse o meno il caso di utilizzare dei prefabbricati, quale potesse essere il miglior approccio al fine di creare un’esperienza di lusso per i visitatori… insomma, le domande erano tante ma le risposte sono arrivate tutte. Volevamo sviluppare un design contemporaneo per una cantina che guardasse al futuro. È stato emozionante vedere che, alla fine, tutti i puntini si sono uniti e hanno dato vita a un progetto splendido.

Che piani hai per il futuro? 
Più che piani veri e propri, è un progetto che sogno di realizzare. Sto mettendo insieme un gruppo di artisti e architetti al fine di proporre idee di paesaggi temporanei per le Olimpiadi di Los Angeles. L’idea è quella di celebrerare la diversità e l’internazionalità che rende unica questa città.

E nel futuro dell’interior design cosa vedi? 
Ambienti che riescono ad essere incredibilmente eleganti e spaziosi benché molto più piccoli in termini di metrature. A Los Angeles, per esempio, dove lo spazio è davvero prezioso, cercheremo tutti di fare di più, con meno.

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COME RIFARE IL PAVIMENTO PER UN INTERNO D’AUTORE? 18 ISPIRAZIONI CON LE NOVITÀ 2018

Superfici orizzontali: idee per un restyling. Scopri le nostre proposte tutte rigorosamente di design

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Oggi più che mai, nei progetti di interior design, il ruolo delle finiture, tra cui rientrano di diritto i rivestimenti per i pavimenti interni, è sempre più importante. La materialità, il tatto, la consistenza, la decorazione, possono trasformare completamente la percezione e l’atmosfera di una stanza e, considerando l’alto livello di sperimentazione che oggi viene condotta sulle superfici bidimensionali (che talvolta presentano rilievi 3D), non stupisce che pavimenti e rivestimentisiano sempre più protagonisti degli interventi di restyling (non soltanto in ambito residenziale).

Non è solo una questione di estetica: la principale funzione del rivestimento per pavimenti è quella di garantire un sicuro accesso a qualsiasi tipo di ambiente, unendo all’aspetto decorativo un’elevata capacità tecnica di cui la durevolezza è un aspetto determinante. Essendo, tuttavia, un vero e proprio “vestito” può essere cucito su misura e dare vita a originali creazioni che all’interno di una casa possono fare la differenza quando si tratta di rifare il pavimento.

Le potenzialità sono moltissime. Con i pavimenti, ad esempio, si possono creare delle isole indipendenti all’interno di un unico grande open space senza dover ricorrere a strutture verticali che delimitino gli spazi. Essendo una vera e propria guida da seguire con i piedi, il rivestimento è parte fondamentale dei percorsi e della distribuzione di un interno e può letteralmente disegnare la superficie. Avendo inoltre una forte componente espressiva, è anche una forma di linguaggio che trova la propria comunicazione attraverso i materiali: dalle tonalità calde del legno fino alla levigata purezza del marmo passando per la ruvidezza del cemento, la setosità della resina o la caleidoscopica versatilità della ceramica.

Naturalmente contano anche le forme, le dimensioni, i colori, i pattern le texture, le fantasie, le geometrie, i rilevi. Di seguito la nostra selezione.

SUGGESTIONI TESSILI

 

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Cosa c’è di più caldo ed accogliente di un bel tappeto? Una linea di pavimenti e rivestimenti coordinati ispirati a tessuti d’arredo, carpet e wallpaper, per interni dal carattere decorativo e dall’appeal raffinato. Accostando cromie e grafiche attuali, le superfici effetto tessuto creano interessanti combinazioni tutte giocate sulla morbidezza del mondo tessile racchiusa nella durevolezza del grés porcellanato.

CRAFT & HANDMADE
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Brazilian Agata è il progetto disegnato dai brasiliani Fernando & Humberto Campana per Bisazza. I due fratelli, come sempre, hanno portato un po’ della loro cultura in questo originale decoro. Si tratta di piastrelle realizzate completamente a mano in cemento ad alta resistenza miscelato con ossidi colorati, presenti nel formato quadrato. Le varianti disponibili sono in giallo, rosso, verde e blu, e il loro carattere dona all’ambiente un aspetto rustico e sofisticato.
EFFETTO DENIM
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Il mosaico trasferisce le caratteristiche estetiche del jeans in un’inedita finitura per tessere musive capace di tradurre le sensazioni tattili del tessuto nella matericità della ceramica. 3 i decori: Striato, Ondulato, Sfilato, ognuno sviluppato con due diverse varianti, con distinti movimenti e cromie. Adatto sia al pavimento che alle pareti, questo rivestimento per il bagno crea dei sinuosi giochi di colori grazie alle geometrie dei pattern.
NEW BLACK & WHITE
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Tonalità neutre e con un’ampia possibilità di personalizzazione grazie alla vasta offerta di varietà di forme. La gamma colori di questo rivestimento, che rivisita il classico pavimento a scacchi, va dal grigio Pearl al nero Midnight ed è un interessante esempio di gres pocellanato effetto monocromatico. Il formato esagonale, e le diverse misure, possono essere variate in base al progetto.
WOODEN CARPET
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Dall’ incontro tra la consolidata esperienza di Listone Giordano nel campo del design del legno e lo stile inconfondibile di Paola Lenti nasce il tappeto modulare Perigal. Il legno cambia il suo aspetto tradizionale e diventa morbido come un tessuto, in una trasformazione insolita della materia. Perigal è un pavimento in legno originale composto secondo un noto teorema matematico, risalente al XIX secolo, basata sulla scomposizione dei quadrati, e presenta una finitura Mano Opaca, tecnica esclusiva che lascia trasparire le venature naturali del materiale.
GRAPHIC POWER
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Il progetto è caratterizzato da pattern di ispirazione grafica evocativi, custodi degli aspetti più intimi delle persone e della loro memoria. Una collezione dai toni pastello che richiamano sensazioni rilassanti.
MODERN HERITAGE
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Il marmo Appia nella versione corallo di Bisazza assume un aspetto moderno grazie alle gamme colore e alla texture ritmica. Forte del suo patrimonio che fonde design e decorazione, Bisazza offre una serie di soluzioni di pavimenti ispirati alla tradizione con un uso eclettico dei colori e una finitura dal tocco contemporaneo. Quadrati, esagoni, triangoli e trapezi sono le figure più utilizzate.
NO-STOP
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Grande, la collezione di lastre in gres porcellanato di Marazzi, amplia le possibilità di progettazione e personalizzazione grazie a nuove dimensioni e nuovo spessore. Grande 2018 apre la strada a inedite opportunità compositive per creare effetti di continuità (o discontinuità) visiva su superfici piane orizzontali e verticali con soluzioni indoor e outdoor, una gamma sempre più ricca di opzioni Tailor Made.
DAL NATURALE AL DIGITALE
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Le essenze di partenza sono quelle del rovere e del noce, tra le più pregiate in natura, che attraverso uno studio attento e meticoloso nei laboratori di ricerca di Lea Ceramiche ha portato ad individuare tonalità e disegni da riprodurre sul gres porcellanato. La sempre più innovativa tecnica di stampa digitale permette la riuscita di cromatismi e venature perfettamente calibrati con maggiore irregolarità nella riproduzione.
MILAN STYLE
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Cotto d’Este presenta la nuova collezione Pietra d’Iseo che riprende la tipica pietra lombarda, il Ceppo di Grè, caratterizzante delle costruzioni tipiche del volto storico della città di Milano. La superficie di questa pietra, con il suo disegno irregolare ed i suoi ton sur ton di grigi, riesce a personalizzare con carattere gli ambienti, rievocando un effetto heritage ma dallo stile più moderno.
EXTRA LARGE
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Ponendo l’accento sull’indagine estetica del marmo, Panaria Ceramica presenta la collezione Eternity Zero.3. Le grandi lastre sottili trovano espressione nell’eleganza del marmo, proponendo superfici attraversate da mutevoli effetti di venature e chiaroscuri.
TOTAL WOOD
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Il progetto Bagno 5 Millimetri di Itlas mette in primo piano i rivestimenti in legno e le essenze, originariamente destinate alla caratterizzazione di pavimenti e pareti, diventano elemento centrale e distintivo di soluzioni ideate per la zona bagno. L’unione di design e natura promuove concetti legati all’eleganza e alla ricercatezza, identificando spazi in cui si mescolano innovazione e intimità.
OLTRE IL MARMO
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Segni morbidi coniugati ad un design avvolgente sono le linee guida delle nuove collezioni Stones&More del gruppo Florim. Una raffinata selezione di pietre e marmi per raccontare una storia di rinnovata grazia, attraverso superfici in gres porcellanato. Un’armoniosa sobrietà che restituisce sapienza artigianale e capacità industriale.
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Ispirazione per la stanza da bagno by Mafi: un pavimento in larice che gioca con le tonalità del bianco pur conservando la venatura caratteristica del legno di questa conifera piena di carattere, amata da designer e architetti, che trova la massima espressione in questa nuovissima superficie di colore bianco intenso.