I nuovi classici di Flos: per illuminare le case di oggi e domani

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Progettare luci di design che, da sole, hanno la capacità di arredare le stanze di casa  ovunque nel mondo. Come si fa? Come riesce un’azienda con un identità precisa come Flos a conquistare un pubblico trasversalmente sempre più vasto? Il segreto è proprio nell’identità, che coincide con la vocazione per la sperimentazione. Un’attitudine genetica che ha trasformato il gesto del fare luce in una galleria di icone, tramutando la lampada in oggetto del desiderio. Non perché di moda, ma perché corrispondente appieno alle necessità del momento.

Non è cosa da poco: spesso Flos ha creato la lampada che mancava dando voce, attraverso il design di alto profilo, alle richieste di un mercato sempre più variegato. Per il nuovo millennio il brand ha arricchito il catalogo con prodotti seducenti che combinano intraprendenza concettuale e avanguardia tecnologica. Tutto all’insegna della sostenibilità, e del confronto con le nuove sorgenti luminose.

Le suggestioni progettuali sono tante, il risultato è una collezione di lampade multitasking, attuali e rivoluzionarie che sublimano il concetto di funzionalità trasformandolo in pura forma.
Aim la collezione di Ronan & Erwan Bouroullec reinterpreta il casuale intreccio delle liane attribuendo valore estetico al concetto elementare di prolunga elettrica. Il cavo diventa il fulcro della composizione, disegnando morbide configurazioni negli ambienti. Il diffusore a LED funziona come un proiettore da cui mutua le modalità di orientamento nello spazio. Aim rappresenta una nuova tipologia di lampada: contesta la tradizionale centralità geometrica del punto luce, relazionandosi con il contesto in modo naturale. Proprio come farebbe una pianta.

Sfida la gravità la lampada da terra IC Lights di Michael Anastassiades. Pochi segni, per una vibrante e poetica composizione. L’esilità dello stelo d’ottone, la piega improvvisa e la precarietà di equilibrio della sfera restituiscono all’insieme un aspetto dinamico. L’ispirazione nasce da un cortometraggio sul giocoliere Tony Duncan. L’abilità nel ruotare la palla lungo palmi delle mani e braccia ha suggerito al designer cipriota le forme in bilico della lampada.

Punta tutto sulla tecnologia la lampada da tavolo D’E-light di Philippe Starck. Nata in risposta al bisogno quotidiano di informazione e intrattenimento, permette di essere connessi con il mondo, sempre e comunque. Deve il suo design radicale alla funzione di alloggiamento e ricarica di smartphone e tablet. Il rigore delle linee, la garbata freddezza de ll’alluminio e l’efficienza delle prestazioni rende questa lampada assolutamente contemporanea.

Kelvin LED rivoluziona la tipologia della lampada da scrivania riattualizzandone i parametri di efficienza e performance. Il suo profilo ultrapiatto e l’esclusiva capacità di modulazione dell’intensità luminosa la rendono un prodotto passpartout. Disegnata da Antonio Citterio con Toan Nguyen rivela la sua anima ecologica nella nuova versione green che garantisce risparmio e corretto utilizzo dell’energia.

Emozionante la reinterpretazione della celebre Parentesi attraverso la lampada OK. Un tributo sincero di Konstantin Grcic ad Achille Castiglioni, intrapreso con eleganza e discrezione. Un disco che irradia luce diretta sostituisce la famosa lampadina a bulbo che caratterizzava il profilo dell’originale. La superficie ultrapiatta a LED con tecnologia edge lighting direzionabile a 360° attribuisce nuova identità al concept mantenendone intatte le istanze estetiche e funzionali.

Con la sospensione Skygarden Marcel Wanders esprime la propria idea di decorazione contemporanea. Il ricordo di un vecchio soffitto intonacato si sovrappone al tema dell’illuminazione integrandosi in una cupola dall’effetto avvolgente che rivela al suo interno un delicato motivo floreale a rilievo. L’increspatura di ombre che si genera sulle bianche superfici concave in gesso esalta il disegno ornamentale, racchiuso dal nero involucro della calotta.

C’è tutto il fascino orientale delle antiche armature giapponesi dietro la collezione di lampade TatouPatricia Urquiolacontinua a guardare a levante, associando alle prestazioni di resistenza e forza del modello nipponico moderni requisiti di dinamicità, leggerezza e flessibilità. Il nome Tatou in francese vuol dire armadillo e in questo caso fa fa riferimento alla corazza naturale dell’animale, e al suo fondamentale ruolo di protezione. Anche le calotte di Tatou sono pensate per proteggere, non dai pericoli ma dal fastidio della luce sugli occhi. Il paralume diventa così rivestimento tridimensionale che filtra la luce come una membrana forata.

Dietro ogni progetto firmato Flos c’è sempre un’idea e l’idea alla base della collezione Smithfield di Jasper Morrisonarriva da oltre Manica. Rievoca memorie industriali e lo fa con un forte accendo londinese. Lo si capisce anche dal nome, preso in prestito da uno dei mercati di Londra. La forma della lampada viene dal passato: le sue linee popolari e rassicuranti acquistano eleganza e sinuosità grazie a un misurato restyling che rispetta la natura pratica e funzionale dell’apparecchio conservandone l’allure di oggetto discreto e versatile.

www.flos.com